Minimarket pachistano annuncia la sua prima coproduzione discografica

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Sarà interamente finanziata con le vendite di Peroni da 66 la prima coproduzione del minimarket Nasùm Bazaar, storico ritrovo notturno di punk e metallari emiliano i cui gestori hanno annunciato l’insolita idea di convertire parte del business in un’etichetta musicale.
“Da anni l’80% e più dei nostri guadagni è garantito da membri di gruppi che si fermano a comprare birra prima o dopo concerti metal, hardcore e grind, oppure uscendo da una vicina sala prove” ha raccontato ad Hardcorella Samir Abar, gestore del piccolo negozio. “Io e il mio siamo da sempre appassionati di questi generi e quando per scherzo qualcuno di questi ragazzi ci ha proposto di comprare un disco abbiamo avuto l’idea di aiutarli a pubblicare un 7 pollici”.
“E’ il nostro modo per ringraziare la scena di provvedere al nostro sostentamento qui in Italia, senza il loro smoderato consumo di alcol vivremmo sotto un ponte. Il primo disco che coprodurremo è di un gruppo thrashcore di queste parti, da sempre i suoi membri sono i maggiori consumatori di birre grandi, come tutti i fan del genere credo” ha concluso l’entusiasta discografico improvvisato.

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