Umberto Eco, “Avete rotto con il punk hardcore, si dice hardcore punk”

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“Senza fare troppe perifrasi, mi sono rotto i coglioni”. Non usa mezzi termini il semiologo Umberto Eco, tra le voci più autorevoli quando si parla di lingua italiana ed insospettabile nuovo protagonista di una questione che vede più fazioni scontrarsi da tempo immemore.
“In tutto il mondo si dice hardcore punk, qui invece, tanto per cambiare si deve italianizzare qualsiasi parola, con effetti grotteschi. Negli anni ho letto in giro variazioni aberranti come punkarcore, punkarcòr e cose simili, e ogni volta va a finire che mi torna la gastrite” ha proseguito Eco ai nostri microfoni.
“Non sono un purista della lingua, le parole e le espressioni possono evolversi nel tempo, ma quando una cosa è brutta è brutta, lasciatela così com’è, già musicalmente troppi non sanno neanche di che parlano e non si sono mai sentiti un disco di Minor Threat o Bad Brains, figurati se possono permettersi di cambiare pure la definizione di un genere musicale”.

2 thoughts on “Umberto Eco, “Avete rotto con il punk hardcore, si dice hardcore punk”

  1. Pingback: “C’è solo il punkarcòr”, anonima rivendicazione tinge di giallo morte di Umberto Eco | Hardcorella Duemila

  2. Questa intervista ad un grande della letteratura mi consente di dormire bene stanotte, non ne potevo più di sentire quell’obbrobrio di definizione, di sicuro é nato nei circoli Arci…😁 Pavia hardcore!!!

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