L’allarme, hardcore perde 2 minuti di vita ogni volta che qualcuno scrive “hardcore lives”

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Un gruppo di sociologi dell’Università di Terni ha lanciato oggi un accorato allarme rivolto a band, etichette e promoter hardcore affinché sia adottata una moratoria nell’uso della popolare esclamazione hardcore lives. L’espressione, copiata dall’hardcore americano, è adottata in Italia soprattutto da gruppi legati all’immaginario Usa fatto di canotte, tatuaggi, fratellanza e rappresenta, secondo gli studiosi, una seria minaccia alla sopravvivenza di questo genere musicale. “Lavoriamo da due anni sul web, incrociando l’uso della frase hardcore lives con l’effettiva attività di chi la usa” ha dichiarato il titolare della ricerca, Riccardo Madbollo. “Siamo arrivati alla conclusione che i maggiori fruitori di questa frase sono soggetti che effettivamente non fanno niente oltre a promuovere i loro dischi, concerti o etichette. Per dirla in breve, hardcore lives è una frase comoda per dire supportami e tira fuori i soldi”.
“L’effetto – conclude lo studioso – è simile a quello che si diceva anni fa asserendo che ogni sigaretta toglie al fumatore 2 minuti di vita: ogni volta che qualcuno scrive hardcore lives qualche appassionato fa le valige e si rivolge in lidi dove si chiacchiera di meno ma si fa materialmente di più, avvicinando l’hardcore alla sua scomparsa”.

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