Torna l’incubo Europei ai concerti: “La fate vedere la partita?”

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Giugno è ormai alle porte e puntuale come ogni due anni torna a proporsi il vero incubo estivo di ogni organizzatore di concerti durante i Mondiali o gli Europei: far vedere le partite dell’Italia. Punk e mondo del calcio non vanno sempre a braccetto, ma non in qui da noi, dove la contraddizione vive e prospera da decenni: ecco quindi, con l’arrivo dei primi concerti e festival in corrispondenza delle partite della Nazionale, il fiorire di post sugli eventi e di domande sussurrate con una certa vergogna: “Ma lo mettete uno schermo?“, “Interrompete il concerto fino alle 11?“, “Si può iniziare più tardi?“.
Le reazioni sono variabili: a Sud, dove iniziare presto un concerto è passibile di galera in apposite prigioni punk, il problema è sentito in maniera minore, mentre in nord Italia non sono rari i casi di promoter che dopo anni a fronteggiare lo stesso problema sono ormai soggetti a crisi nervose. “E’ facile individuare gli stati di sofferenza in queste persone” ha commentato Sigmondo Iungo, psicologo dell’Università della Strada, da noi interpellato: “Spesso assistiamo a tic nervosi, pratiche di autolesionismo, fino a sfociare in vere crisi con urla e pianti, che possono degenerare fino all’annullamento degli stessi concerti”.
“Per questo – conclude Iungo – rivolgiamo un appello a tutti i punk e i metallari  appassionati di calcio: agite con prudenza, la salute mentale di chi lavora per farvi divertire ai concerti dipende anche da voi!”.

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