Turchia, promoter offre ai gruppi in tour più diritti umani di locali italiani

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Tempi duri per i diritti umani in Turchia, ma non troppo secondo Tafir Harkar, storico organizzatore di concerti punk rock nel suo locale di Ankara e volto noto di molti gruppi nostrani in trasferta oltre il Bosforo. “Voi italiani vi vantate tanto dei diritti civili in Occidente, ma molti gruppi raccontano di serate in cui la sospensione dei diritti umani per i gruppi sembra una barzelletta” ha raccontato a un nostro inviato Harkar.
“Noi almeno offriamo una cena decente e da bere, mica la pasta con pelo di cane e la birra Finkbrau. E poi diamo i rimborsi, mentre so che in Italia i gruppi vengono sequestrati e torturati dai fonici finchè il locale non copre i costi. So di gruppi i cui parenti hanno pagato il riscatto per tornare a casa, cose da barbari” ha aggiunto il promoter.
“A noi va bene cosí, chi viene a suonare qui torna volentieri – conclude Harkar -. Spero che i promoter italiani contunuino cosí, almeno i gruppi migliori continueranno a preferire noi”.

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