Veterano organizzatore di concerti ancora sicuro di poter educare il pubblico

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Nonostante anni passati ad organizzare concerti in lungo e in largo per l’Italia, un quasi quarantenne lombardo non si rassegna ancora alle cattive abitudini del pubblico che a volte possono valere la buona riuscita di una serata. Questa, in poche parole, la storia di Pietro Buchingoni, che oggi è tornato ancora una volta sull’argomento sfogandosi per gli orari sempre più assurdi dei concerti in Italia.
Nonostante questa problematica storica, tuttavia, l’uomo non ha perso ancora il suo proverbiale ottimismo: “E’ arrivato il momento di scrivere sui volantini l’orario di inizio e di farlo rispettare alla lettera, magari all’inizio qualcuno si perderà dei gruppi, ma alla fine tutti capiranno. Si tratta solo di educare il pubblico a delle abitudini più sane: iniziare presto così si va a dormire presto e il giorno dopo si è produttivi e di buonumore, mentre chi vuole può tranquillamente continuare fino all’alba senza limitare la libertà di nessuno di ascoltare buona musica”.
A niente, di fronte a questo sfogo, sono valsi gli avvertimenti di altri colleghi che, pur solidali, hanno espresso la totale disillusione di fronte a questo disagio: Pietro è rimasto convinto della possibilità di farcela ed anzi ha chiuso la discussione annunciando che un simile cambiamento potrebbe davvero aprire una nuova pagina per l’hardcore italiano, aiutando i più giovani ad avvicinarsi ad un mondo che gli è precluso per via di orari impossibili. In silenzio alcuni assidui frequentatori di locali hanno ghignato, pensando alle serate piene di ragazzini fino alle 4 di mattina nei discopub, ma questo Buchingoni non poteva saperlo.

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