Animalisti invidiosi rapiscono gli agnelli salvati da Berlusconi

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“Addio, e grazie per le costolette”. Queste le parole impresse nel biglietto ritrovato questa mattina nei giardini della residenza di Silvio Berlusconi ad Arcore, a firma ALF (Agnells Liberation Forn), dopo la terribile scoperta che i quattro agnelli salvati dal macello dall’ex presidente del consiglio erano stati sottratti alla loro famiglia adottiva.
Avvisate immediatamente le forze dell’ordine, la polizia non ha potuto far altro che constatare l’effettivo rapimento dei cuccioli da parte di una sigla animalista di cui si sa ben poco. Pochi minuti dopo, tuttavia, il rapimento è stato rivendicato attraverso un messaggio inviato ad alcune testate nazionali, in cui l’ALF esprime “sdegno per la deriva specista e nazional popolare dell’animalismo propagandato da Silvio Berlusconi ed i suoi accoliti, quant’anche dovesse aiutare ad avvicinare le masse amorfe all’animalismo militante”.
In ogni caso, prosegue la rivendicazione, “faremo quello che è giusto fare in momenti così gravi: ci faremo un bel barbecue alla faccia di Berlusconi, così anche gli agnelli capiranno da chi è giusto farsi salvare e da chi no. La prossima volta siate meno pecore”.
Sgomento e tristezza sono stati espressi da Berlusconi, che ha parlato di estremisti invidiosi del fatto che con le sue foto aveva giovato alla causa molto più di venti anni di campagne animaliste (e in effetti i dati parlano di 30% in meno di agnelli prenotati per Pasqua quest’anno).

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