Etichetta diy chiede ai suoi gruppi di coprodurgli una vita dignitosa

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Anni passati a coprodurre gruppi da tutta Italia. Anni di sacrifici, tutto per produrre musica che pensava di qualità, ottenendo nient’altro che scarse vendite ed ancor più scarsi ringraziamenti dalla scena, se non una casella mail sempre piena di proposte di coproduzione.
Ora però, un titolare di etichetta diy, del quale terremo le generalità segrete per motivi di privacy, ha deciso di passare alla cassa e ha inviato a tutte le band aiutate in passato una mail chiedendo di restituire il piacere e coprodurgli quel pezzo di vita di cui si è privato per anni per supportare la scena. “So che nessuno naviga nell’oro – inizia la missiva – ma oggi è giunto il momento di riavere qualcosa indietro da chi ho aiutato in passato. Oltre al’etichetta ho una vita, un affitto e le bollette da pagare e sembra che per quelle non accettino i ringraziamenti col mio nome sui dischi”.
“Non mi dilungherò eccessivamente raccontando di tutti i sacrifici fatti per voi, ma vi dico solo che sono stanco di mangiare scatolette e pasta in bianco. Faccio come avete fatto voi, vi lascio il mio paypal e l’iban, attendendo i vostri soldi”.
Tutto questo è avvenuto una settimana fa e sembra che nessun gruppo abbia risposto, né inviato denaro. Dell’anonimo gestore non si sono avute più notizie, ma si dice che abbia involontariamente iniziato lo sciopero della fame.

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