Appassionato di hardcore e black metal si converte al power per non avere più rogne

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Da sempre gli appassionati di culture musicali di nicchia sanno che quando si ha la fortuna (o sfortuna) di apprezzare generi contrapposti si rischia di dover sottostare a una serie di paletti che rendono il semplice amore per la musica un lungo percorso fitto di divieti. In una parola sola, si tratta del famigerato truismo.

Stanco di questi presupposti, stanco di sentirsi chiamare zecca punk dagli amici blackster e panda satanista da quelli punk, Giandomenico Quortonetti ha deciso di rinnegare per sempre hardore e qualsiasi metal estremo per dedicarsi a un genere più inoffensivo, il power metal. Un genere che è inclusivo per definizione, in cui l’unica politica sono le elezioni nella Terra di Mezzo,  in cui puoi essere bello, brutto, grasso, magro, qualsiasi cosa basta che non ci si azzardi a criticare Iron Maiden o Kai Hansen. Un mondo in cui i sottogeneri ci sono, ma sono comunque tutti uguali, cambia solo il livello trascurabile di testosterone, che al più si impenna una volta al mese ascoltando i Manowar.

Il nuovo corso é iniziato ieri ma Quortonetti si è già dichiarato felice della scelta: “musicalmente è quello che é ma a livello ideologico è quanto di più anarchico abbia mai trovato!”

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