Antagonista coerente ricorda commosso Carlo Giuliani e ride del suicidio di Chester Bennington

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Per uno strano scherzo del destino l’anniversario della morte di Carlo Giuliani durante il G8 ha coinciso ieri con il suicidio del cantante dei Linkin Park Chester Bennington. Un’occasione che ha aiutato a scoprire un anonimo antagonista amante del punk che forse non è migliore di un Salvini qualsiasi o delle orde di sciacalli che affollano la rete. Il protagonista della nostra storia era partito in mattinata con un toccante ricordo dei giorni del G8, dello sconforto seguito alla perdita di un giovane con tutta la vita davanti e di come molte fosche previsioni fatte in quei giorni sono poi diventate una triste realtà.
Sono bastate poche ore però e il diffondersi della notizia del suicidio del 41enne cantante ha risvegliato lo spirito un po’ ribelle e un po’ cattivo del nostro anonimo commentatore, che forte dei 10 dischi di musica dura e pura in suo possesso e della sicurezza di essere al di sopra di chi si esaltava col nu metal negli anni 2000, ha dovuto ribadire a tutto il popolo del web che finalmente quella merda di cantante di era tolto dai coglioni e che senza la musica dei Linkin Park il mondo sarà probabilmente un posto migliore.
Definita finalmente la linea di demarcazione tra morti buoni e morti cattivi per evidenti demeriti artistici invitiamo chiunque si riconosca nell’anonimo protagonista di questa storia a smettere di leggerci e toglierci la vostra ingombrante presenza dalle nostre spalle.

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