Gabibbo nega qualsiasi suo ruolo nella nascita del powerviolence

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E’ stato aperto oggi, alla presenza di un notaio a Milano, il testamento di Gero Caldarelli, l’uomo che da anni si nascondeva dentro il Gabibbo, arcinoto pupazzo televisivo e secondo molti esponenti della scena hardcore nostrana, personaggio dietro il quale si nascondeva la voce più tipica di quella deriva del genere nota come powerviolence: per intenderci, la voce che si può sentire sui dischi degli Spazz e dei Lack Of Interest, imitata poi da decine o forse centinaia di band più o meno famose.
La querelle in realtà risale già a molti anni fa: quando negli anni ’90 il Gabibbo comparve dal nulla questa teoria iniziò a diffondersi, nonostante negli Stati Uniti si sia sempre sostenuto che quella stessa voce fosse opera del famoso Coookie Monster dei Muppets. Ma l’apertura delle ultime volontà del pupazzo ha oggi spazzato via ogni dubbio: “Nell’interesse della mia memoria tengo a precisare di non aver mai cantato in alcun disco powerviolence e di non aver contribuito alla sua definizione come genere musicale. L’unico legame tra me e quella scena è che una sera mi sono drogato usando come pianale un 7” degli Infest perché faceva schifo e lo stavo per buttare“.
Delusi tutti quelli che speravano in un colpo di scena che chiudesse finalmente la vicenda e speravano in una ristampa dei successi del Gabibbo su Slap A Ham. Questo sogno resterà nel cassetto.

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