Milanese imbruttito riscrive le basi etiche delle apericene vegane

I più esperti nel campo della filosofia sanno bene quanto le basi dell’etica nella società occidentale siano saldamente ancorate nel pensiero del filosofo Immanuel Kant. E sapranno anche che dopo di lui tutti I filosofi si sono trovati di fronte all’impossibilità di definire in modo migliore il modo in cui le leggi morali alberghino in modo innato nella coscienza umana. Tutto questo fino a ieri. Oggi possiamo festeggiare la nascita di un nuovo modo per definire l’etica, un sistema che nel giro di poche ore ha significato un progresso nel pensiero filosofico inimmaginabile fino a poco prima. 

Autore di questo miracolo il giovane filosofo Bucknasty, una figura poco conosciuta nel mondo accademico solamente per la sua naturale reticenza a esporsi. Conscio che con la filosofia non si pagano le bollette, il nostro per anni ha sbarcato il lunario scrivendo in segreto per l’altro noto pensatore J-Ax, collaborando con riviste di alto tenore intellettuale come Vice e con alcuni suoi cloni, componendo perle indie rock e con numerose altre attivitá parallele. 

Tutto questo fino ad oggi, quando ha scelto di uscire allo scoperto facendo capire a tutti cosa è etico mangiare se vogliamo continuare a definirci umani. La ricetta é semplice: non siate vegani perchè se lo siete affamate il Terzo Mondo e disobbedite alla legge morale che è un piccolo corollario della propria cieca fede nel sistema capitalistico. Meglio mangiare il cibo locale prodotto dal piccolo imprenditore brianzolo che magari per crearlo ha avvelenato le falde acquifere sotto casa vostra e tiene in semischiavitù 10 pachistani senza permesso di soggiorno. Niente quinoa, meglio il grano ucraino radioattivo. E niente avocado, sostituitelo con la frutta alla diossina della Terra dei fuochi. E la soia per carità, pretendete la bistecca, se argentina é meglio, tanto lì non hanno foreste.

I lettori dovranno scusarci se non approfondiamo il complesso sistema filosofico delineato da Bucknasty, ma siamo sicuri che in rete, e dall’anno prossimo sui libri di filosofia, sará facile studiarlo a dovere. Ci limitiamo a ringraziare questo giovane filosofo per il suo contributo all’etica, attendendo con ansia le sue prossime opere. 

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