Storica etichetta presenta da 20 anni i suoi dischi sullo stesso lenzuolo

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Biba Records non è l’unico grande mistero riguardante le etichette indipendenti italiane. A contendersi il primato dei meglio custoditi segreti della scena discografica estrema italiana è un’etichetta piemontese che da poco ha festeggiato 20 anni di attività. Venti anni in cui tutti le hanno ordinato dischi e le hanno chiesto aiuto di vario genere, senza che l’entità del suo proprietario sia mai stata rivelate, ma soprattutto senza che lo storico lenzuolo sul quale vengono fotografati i dischi in vendita siano mai cambiati.
In questo arco temporale tutto è cambiato più volte nel mondo della musica che questa etichetta promuove: gruppi sono nati, sono diventati famosi e si sono sciolti, altre etichette hanno vissuto i loro momenti di gloria, alcuni gruppi si sono illusi di poter vivere col punk in Italia, alcune etichette forse ce la fanno davvero (no, questo era uno scherzo per tutti i proprietari di distro che ci leggono); tutto è cambiato, tranne il lenzuolo a quadri azzurro e rosso che fa capolino in ogni post della storica etichetta.
Da anni i più si interrogano sul suo significato: rappresenta un simbolo di appartenenza? Nasconde dei messaggi nascosti che sono chiari solo ai suoi iniziati? E se non fosse un lenzuolo ma una tovaglia da picnic? Sarebbe un riferimento al disco degli Anal Cunt? E se invece fosse una carta da parati e il luogo in cui sono scattate queste foto fosse in assenza di gravità?
Fonti informate dicono che il gestore dell’etichetta non abbia mai risposto a queste curiosità e soprattutto nessuno sa davvero chi sia. Apparentemente si fa chiamare Marco, ma ovviamente si tratta di un nome che può essere veritiero quanto un inglese che si chiama John Smith. Del famoso lenzuolo sembra che se ne occuperà Roberto Giacobbo in una delle prossime puntate di Voyager. Riuscirà il grande studioso a squarciare questo velo di tartan?

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