Punk commemorano le scene defunte nel giorno dei morti

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Non tutte le scene locali sono destinate a vivere in eterno. Molte fanno la loro comparsa, hanno i loro momenti di gloria e muoiono, a volte prematuramente. Un insieme di persone, eventi, destinate a diventare dei flebili ricordi o peggio, totalmente dimenticate, ma non da tutti. Oggi, 2 novembre, giorno dei morti, un certo numero di amanti del punk hardcore rende come ogni anno un doveroso omaggio commemorando queste scene e tenendo viva la loro memoria.
La maggior parte di chi ha deciso di omaggiare le scene defunte si sta recando in queste ore nei cimiteri che ospitano le loro tombe, lasciando fiori, flyer d’epoca, dischi, alcuni in gruppo accennando un moshpit o cantando qualche pezzo d’epoca. In ogni caso non mancano racconti commossi: “Ve la ricordate la Morbegno Hardcore, la Conegliano Hc, Rimini Hardcore, Fano Hardcore, il Basso Molise Hardcore, Grosseto Hardcore? Erano tutte attivissime, con grandi gruppi e bellissimi concerti. Ma ormai chi se ne ricorda più” commenta tristemente un sopravvissuto di quegli anni, lasciando un fiore su una lapide e allontanandosi nella nebbia che avvolge il cimitero.
Oltre a quelli che ricordano non mancano coloro che recriminano per alcune morti: “Se solo avessi fatto di più la scena del mio paese non sarebbe morta. Non so se sarebbe bastato comprare un paio di dischi in più o andare a qualche concerto che mi sono perso per pigrizia, so solo che questo pensiero mi tormenta da anni e me lo porterò nella tomba” racconta sconsolato un ex punk arrivato chissà da dove.
Altri infine, più estremisti, commemorano le scene che non sono mai nate: “Sarebbe bastato tanto così perché la Basilicata Hardcore vedesse la luce, ma tre quarti di quelli che dovevano fondarla si sono accorti che non si parlava di tecno e sono scappati via. Sono storie tristi anche queste”.
La giornata si avvia al termine, ma ricordiamo a tutti i fedeli del punk hardcore c’è tempo fino a questa sera per ottemperare a questo sacro dovere.

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