Paleontologi scoprono prove dell’asteroide che portò all’estinzione degli emo

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Da anni la comunità si interroga sulle cause dell’estinzione degli emo, una sottocultura che negli scorsi decenni aveva avuto un gigantesco boom che aveva portato anche ad una certa cannibalizzazione di alcune culture che in qualche modo le erano vicine, come punk o gothic solo per citarne due. A ridosso degli anni 2000 le numerose specie di emo si diffusero su tutto il pianeta, colonizzando praticamente ogni nicchia biologica e stabilendo una sorta di dominio ciuffato e depresso sul Pianeta, divenendo di fatto il gruppo animale di gran lunga più numeroso di quell’era geologica. Tutto questo fino a quando, nel giro di un tempo brevissimo, un misterioso evento sconvolse la loro esistenza, decretandone la completa estinzione.
Da quel momento orde di scienziati hanno formulato teorie di ogni genere che spiegassero i motivi della repentina scomparsa: dall’uso di jeans troppo stretti che ne minavano la fertilità maschile alla crescita abnorme dei ciuffi che rendeva molte specie di fatto cieche e facilmente attaccabili dai predatori, passando per la ritrosia delle femmine ad accoppiarsi, l’avvelenamento da lacca, l’abnorme tasso di omosessualità e l’ipotesi più probabile, quella del suicidio collettivo sul modello dei lemmings.
Oggi però, dopo anni di studi, la scienza è riuscita finalmente a trovare una risposta definitiva: nel deserto della pianura Padana sono state rinvenute le tracce di un cratere compatibile con un meteorite di dimensioni enormi caduto in un’epoca compatibile alla scomparsa degli emo sulla Terra. L’impatto dell’asteroide, ribattezzato Page 99, determinò in pochi giorni un enorme aumento dell’umidità nel pianeta, increspando in modo irreparabile i capelli degli emo e causandone quindi una serie di malattie metaboliche che li portò in breve tempo alla morte. Degli emo sarebbe rimasto solo un vacuo ricordo collettivo aiutato da servizi come quelli della loro esistenza a piazza del Popolo a Roma, se la sorte non avesse permesso a un esiguo numero di fossili di conservarsi fino a noi.
Oggi gli eredi degli emo si sono evoluti e tracce del loro dna sono rintracciabili in altri animali come i rapper. Un patrimonio genetico prezioso, che potrebbe un giorno permettere agli studiosi di riportarli in vita: un’idea che fa a botte con il cammino dell’evoluzione, ma non per questo impossibile.

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