E’ arrivato il momento di fondare il Partito dei punk italiani

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A 24 ore dai risultati delle elezioni politiche, dopo una giornata di profonde riflessioni ed un range di stati d’animo tra il non ce ne frega un cazzo e travasi di bile da riempire il Mar Nero, è arrivata l’ora per una serie di riflessioni che interessano secondo noi tutti coloro che in questo Paese si professano, pur con tutte le sue declinazioni, punk. La facciamo breve: è arrivata l’ora di dare vita ad un partito punk hardcore italiano che si faccia carico di dare una guida al Belpaese.
Lo sappiamo che state pensando, i punk non votano, viva l’anarchia, col cazzo deleghiamo, non votare ma lotta eccetera eccetera. Eppure alzi la mano chi non ha mai pensato che se ci fosse un partito che unisse tutti, da chi si ascolta i Punkreas a chi preferisce il grindcore, che metta insieme le istanze di straight edge, alcolisti e drogati, anarchici e apolitici, di chi poga e chi si vuole vedere i concerti seduto, tollerante verso tutta la scena, persino quella acoustic punk, lo potrebbe votare senza sentirsi in colpa come quella volta in cui ha votato Pannella nella speranza che legalizzasse la marijuana. State storcendo il naso? Ok, però pensate per un attimo a come potrebbe essere votare quello che vi ha rialzati quando siete caduti nel pogo, o quello che vi ha rubato il disco dal banchetto perché gli piaceva troppo, o ancora quello che ha scritto quel testo che cantate a memoria o quello che vi ha fatto entrare al concerto pure se avevate solo 1 euro di sottoscrizione. Vi fa schifo? Se si allora rassegnatevi a non contare un cazzo e a rinunciare per sempre ad imporre il punk al Paese, o se volete apparire meno estremi, a costruire un Paese a misura di punk.
Se pensate che saremo noi a guidare questa nascita ovviamente vi sbagliate, scriviamo questo appello nella speranza di dare il via a un dibattito e far prendere atto alla maggioranza di noi che un simile atto è diventato inevitabile. Ovviamente abbiamo anche in mente chi potrebbero coloro che potrebbero metterci la faccia ma non ve li diciamo, al massimo suggeriamo Pino Biba come ideale ministro della Cultura. Ci limitiamo a proporre una base di programma in pochi sintetici punti che potrebbe rappresentare il punto di partenza per questo il partito:

1- L’Italia ripudia la guerra, tranne quando decidiamo di ascoltare “Spero venga la guerra”.
2- Sostituzione dell’inno di Mameli con Questi anni dei Kina.
3- Modificare l’ordinamento dell’Italia passando da Repubblica a Scena.
4- Al posto del reddito di cittadinanza istituire il reddito di militanza basato sui punti scena.
5- Confisca di tutti i locali che non ospitano serate punk hardcore e immediata trasformazione in squat.
6- Favorire politiche per la nascita di più gruppi punk hardcore possibili, perché è dalla cultura che devono essere poste le basi per la rinascita del Paese.
7- Sgravi per l’editoria punk, ossia fanzine gratis per tutti.
8- Tassazione azzerata per tutte le etichette diy, in modo da spingerle e prendere sede legale in Italia.
9- Depenalizzazione di tutte le droghe ma anche introduzione del reato di presa in giro degli straight edge.
10- Sgravi fiscali per l’acquisto di vestiario skin e punk.
11- Referendum immediato per rendere la birra bene pubblico insieme all’acqua.
12- Al posto dello Ius Soli cittadinanza immediata a qualsiasi straniero che abbia avuto a che fare col punk nel suo paese d’origine, tranne in casi di personaggi notoriamente venduti tipo il cantante degli AFI.
13- Tasse sul lavoro azzerate per chi offre lavoro in ambiti punk.
14- Introduzione della materia Storia del punk hardcore nelle scuole dell’obbligo.
15- Il congresso del Partito Punk Italiano sarà un megafestival della durata di una settimana con almeno 80 band in cartellone.

Il nostro sasso è lanciato, adesso tocca a voi responsabilizzarvi e fare il primo passo. Noi vi sosterremo nella buona e nella cattiva sorte.

 

3 thoughts on “E’ arrivato il momento di fondare il Partito dei punk italiani

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