Gruppo anni ’80 rinuncia alla reunion in cambio del reddito di cittadinanza

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Dietro le tante belle parole ormai è un dato assodato che molte reunion dei gruppi storici dell’hardcore italiano non sono dettate da altro che dalla necessità di pagare qualche bolletta scaduta. In questa fase storica in cui più o meno tutti quelli che potevano si sono riformati ed in cui all’orizzonte si profilano nuove strategie per campare senza lavorare, un’interessante novità sembra scaturire in maniera inaspettata: un noto gruppo non attivo da tempo ha deciso, dopo mesi di voci confermate che lo davano pronto a riunirsi per una serie di date pagate non proprio a rimborso, ha deciso in accordo con tutti i suoi membri di risparmiarsi la fatica del fingere di essere ancora punk, di sopportarsi ancora e di divertirsi ad andare in giro per suonare davanti a pochi sbarbati ubriachi che non aspettavano altro che colmare una casella vuota nel loro quadernino dei concerti a cui avevano assistito.
Il motivo, confermato, è la fondata ipotesi che il famigerato reddito di cittadinanza proposto in campagna elettorale dai Cinque Stelle diventi davvero realtà e che i suoi 700 e rotti euro rimanendo a vagheggiare dei bei tempi sul divano di casa siano una prospettiva più dignitosa che mettersi in tasca 200 euro a testa per un fine settimana passato nei peggiori centri sociali della penisola.
Il gruppo, sempre secondo voci accreditate, dopo un rapido passaggio al CAF per assicurarsi che i soldi arriveranno davvero, si è già organizzato: di fronte all’eventualità che questa decisione venga scoperta e che i suoi membri vengano accusati di vivere con i sussidi statali dopo aver predicato per anni l’anarchia, ha già pronto il link su Youtube di Lo Stato Ha Bisogno Di Te? Bene, Fottilo da postare on line per mettere in chiaro che la loro attitudine non è stata scalfita dal tempo.
Già due governi fa l’allora premier Matteo Renzi aveva promesso 80 euro mensili ai gruppi che avessero rinunciato a riunirsi ma l’iniziativa, come ben sappiamo, non ebbe grande successo. Adesso si spera che l’aumento dei soldi in palio cambi le parti in tavola e ci salvi da troppi tristi spettacoli a cui abbiamo assistito.

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