Venditore di dischi li divide per orientamento sessuale, è polemica

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Il problema della suddivisione dei dischi affligge collezionisti e commercianti dalla notte dei tempi. Da quando esiste il vinile orde di affezionati si scambiano pareri sui modi più efficienti e originali di dividerli, ma quanto accaduto domenica in provincia di Padova non si era ancora visto: in un mercato dell’usato, infatti, un venditore di dischi usati ha inaugurato la prima divisione dei vinili in base all’orientamento sessuale del gruppo/artista. E così, tra uomini e donne, ha fatto capo l’inedita categoria emo, probabilmente destinata agli artisti più ambigui: “Non si tratta di un giudizio musicale – ha commentato l’estroso venditore, sorpreso per l’attenzione ricevuta a causa delle sue categorie – ma solo di una scatola in cui metto quei gruppi che per look o voce non è chiaramente né maschio né femmina. Non c’è alcun intento discriminatorio nella suddivisione”.
La foto tuttavia ha fatto il giro del web dopo la segnalazione di un utente su Facebook, è stata ripresa da alcuni media nazionali ed ha attirato le ire di chi si è sentito discriminato, sia come utente che come artista: “Domenica mattina ho cercato tra quei dischi, ho trovato i G.L.O.S.S. nella categoria uomini e la cosa mi ha profondamente ferito” ha commentato un cliente, che ha aggiunto: “Mettere la categoria emo e non trans-with-male-voice-fronted-band è gravemente discriminatorio e mi sono promesso di non comprare mai più dischi da questo banchetto”.
Anche un collettivo femminista ha fatto sentire la sua voce: “Perché emo si e queer no? E non è l’unica discriminazione, a questo punto sarebbe giusto inserire e rispettare tutti e 25 i generi. Boicotteremo questo venditore e lo segnaleremo finché non avrà chiuso bottega”.

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