Concerto che andrà male ribattezzato preventivamente secret show

Non tutti i concerti, si sa, sono destinati al pienone, anzi diciamo pure che il più delle volte il rischio che siano un affare per pochi intimi è una reale e drammatica prospettiva. Di fronte a questa evenienza spesso l’unica risposta è nell’arte di arrangiare del promoter e per questa ragione uno di essi, nelle Marche, ha pensato che il concerto di lunedì del gruppo youth crew moldavo che aveva accettato di organizzare nel solito locale che con 200 presenti appare vuoto sarebbe diventato un secret show ad ingressi limitatissimi.

Ecco le fasi del piano: creare un evento privato su Facebook; presentare il gruppo in questione con aggettivi come misterioso, controverso e impegnato; non rivelare i nomi dei gruppi spalla, che anche se saranno i soliti due locali vanno dichiarati come very special guest. Niente locandina, al massimo un disegno astratto anche se il gruppo appunto fa youth crew; niente nome del locale ma un numero di telefono che dovrà essere non raggiungibile per buona parte del giorno, e, infine prevendite a prezzo sproporzionato che stanno finendo in fretta.

La tattica ha pagato e il gruppo moldavo ha ricevuto 40 euro di rimborso grazie ai 4 paganti. Meglio dei 20 presumibili che sarebbero stati raccolti con 15 paganti a sottoscrizione libera.

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