Piccole scene che crescono: Vigevano diventa la capitale morale dell’hardcore italiano

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Dopo l’inizio di mandato del nuovo governo giorni fa ci eravamo lasciati con la scarna certezza che l’unico mezzo che ha la scena hardcore per sopravvivere è quello di adeguarsi ai tempi correnti e cambiare attitudine, spirito, tematiche, almeno fino a quando questa fase storica non sarà un lontano ricordo. Quando scrivevamo questo parlavamo della scena nazionale nella sua totalità, ma è bastato poco (e l’aiuto dei nostri lettori) per scoprire che fortunatamente esistono delle avanguardie: scene locali, spesso piccole, animate da pochi volenterosi eroi, a volte possono essere più agili della pachidermica Scena italiana e comprendere prima di tutti cosa bisogna fare per evolversi e non farci tutti diventare un manipolo di tristi dinosauri destinati ad una lenta estinzione.
Ebbene, cari lettori, una scena del genere già esiste, vive e prospera rigogliosa in un ameno paese circondato dalle risaie: ci riferiamo alla Vigevano Hard Core, una denominazione che raccoglie un numero esiguo di attivisti che musicalmente non ha ancora prodotto chissà cosa, ma politicamente si pone quasi come i trecento spartani che lottarono contro le orde di barbari persiani al rischio della loro vita. Sull’organo ufficiale di Vigevano Hard Core, la loro pagina Facebook, basta poco per capire quanto questi ragazzi abbiano capito tutto: si passa in pochi click dai post contro gli immigrati, a quelli generici contro tutti i politici ladri e corrotti, al sostegno al nuovo governo Lega-5 Stelle, passando per post sessisti, il sostegno alle beneamate forze dell’ordine, l’immancabile post contro la Boldrini, il sostegno a gruppi locali che non capisci che c’entrino ma si sa che l’hardcore è unity, post su quant’è bello essere motociclisti e amenità varie.
Noi ci abbiamo passato una mezz’oretta e ci hanno convinti: il futuro dell’hardcore italiano deve essere gentista e di destra e la Vigevano Hard Core dovrà guidare tutti noi verso la nuova era. Già ci immaginiamo come sarà fantastico suonare alle feste della Polizia, ai raduni degli Alpini e magari creare un bel festival hardcore tricolore a Predappio o Salò, dove saremo anche finalmente liberi di essere scorretti quanto ci pare nei confronti delle donne, soprattutto se non rispondono al canone estetico della suicide girl.
Grazie a questa piccola scena che ha intercettato il vento del cambiamento e lo alimenterà a vantaggio di  tutti noi!

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