Firenze, metallaro medio conclude in tre serate la sua annata concertistica

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Sono state giornate dure, tra caldo, folle oceaniche, birra, borchie e corna del rock, ma ne è valsa la pena: in soli tre giorni a Firenze Rino Scotti è riuscito nell’impresa di condensare tutti i suoi concerti del 2018, vedendosi in un solo colpo Guns’n’Roses, Iron Maiden, Judas Priest e l’immortale Ozzy. Tre giorni indimenticabili che lo hanno spinto a far sapere a tutti che il metal non morirà mai e che quando si nasce metallari, metallari si resta a vita.
Tre serate gonfie di metal sono stancanti, e per questo motivo Rino si è preparato all’evento rimanendo a casa per tutto l’inverno e la primavera ed ora ha già annunciato che cercherà di recuperare le forze. Del resto il panorama metal non offre niente di interessante tra i gruppi nuovi da almeno 30 anni a questa parte, l’underground è una cosa che non serve e quindi l’unica attività metal residua per il resto dell’anno sarà, dopo aver intasato i social di video, dirette e foto dei concerti, quella di parlarne per mesi sui forum e lamentarsi di come la musica metal abbia preso una deriva troppo finta e commerciale. Al più Rino progetta di acquistare qualche ristampa di vecchi classici in vinile, sperando che non si tratti di dischi rimasterizzati. Se proprio dovesse arrivare la nostalgia, al massimo una maglietta vintage su Ebay.
Di concerti nel prossimo futuro non se ne parla: “Volevo andare agli Slayer ma novembre è troppo vicino, meglio aspettare l’estate, e poi Milano è lontana. Tanto l’estate prossima i Maiden tornano sicuro, quelli si che sono concerti!”

 

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