“Chiudere i bangla alle 21”, Salvini dichiara guerra al punk

Allora lo dicesse chiaramente che vuole la guerra civile. Con una delle sue boriose e interminabili dirette il ministro Salvini ha annunciato l’intenzione di varare una legge che obblighi i negozi etnici, quelli che chiamiamo affettuosamente bangla o pachistani, a chiudere i battenti alle 21. Questi negozi sarebbero, secondo Salvini, covi di ubriaconi e spacciatori, e quindi un urgente problema di ordine pubblico.

Si tratta di un atto di ostilità senza precedenti alla comunità punk e metal italiana. Una svolta straight edge coi manganelli al posto delle X. Un atto vile contro chi ha come ambizione la Peroni da 66 alle 2 di notte a un euro e venti. Perchè diciamolo pure, gli sgomberi dei centri sociali si possono combattere con altre occupazioni, la violenza della Polizia si può contrastare organizzandosi, ma se i bangla chiudono si elimina una forza vitale del paese. Poi vallo a dire all’Europa che l’economia crescerà al 2% senza il flusso di denaro tra punk, metallari e negozi etnici. Che si pensa Salvini, che andiamo a bere alle feste dell’Unità?

È evidente che il ministro non sa a cosa va incontro. Qui non servono appelli, tutti sanno già cosa fare se questo scellerato decreto dovesse diventare realtà. Cari lettori, è ora di far sentire la nostra voce, straight edge compresi: in fondo il succo di frutta al bangladino lo comprate anche voi la notte.

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