Si complica la vita della trash post concerto nell’epoca del sovranismo

Dopo il recente endorsement da parte di Lorella Cuccarini delle politiche destroidi e sovraniste del governo italiano si fa sempre più dura la vita per coloro che si occupano di stilare le playlist trash che spesso seguono i concerti hardcore e punk nei centri sociali. Sulla bontà o meno di far ballare i punk al ritmo di musica che anni prima era considerata immondizia si sono spesi fiumi di parole e non intendiamo dilungarci ulteriormente; quello che conta, in questo momento storico, è mettere in luce come sempre più autori di quelle canzoni stanno lentamente convergendo verso le destre e che quindi queste hit siano sempre più incompatibili con i valori (pur annebbiati vista l’ora tarda) sia dei luoghi antagonisti sia dello stesso hardcore.
Depennata da ogni elenco “La notte vola” di Lorella Cuccarini e il suo irritantissimo balletto, proviamo a stilare un elenco di artisti da tagliare per evitare di trovarsi sommersi da polemiche facili e per non prestare il fianco ai musoni che trovano sbagliato divertirsi qualche ora di sano pogo.
– 883: aspettiamo da anni di svegliarci da questo incubo in cui metà o più dei punk italiani si ascoltano senza vergogna l’ex camerata ripulito Pezzali e i suoi inni per normaloidi.
– Rita Pavone: anti migranti e a capo di un’indimenticabile crociata contro il Pearl Jam (anche se lì non la biasimiamo del tutto); c’è da aggiungere altro?
– Pippo Franco: il simpatico autore di “Che figo!” e “Chi chi chi co co co” è da sempre ultracattolico, ha un passato di candidato in quell’area politica e si esibisce regolarmente in eventi della polizia.
– Spice Girls: pro Brexit e sostenitrici di Farage prima e della May ora.
– Scatman John: ok che è morto, ma non ci sono dubbi che fosse un redneck e che oggi sosterrebbe Trump.
– Aqua: non v’è mai venuto il dubbio che una canzone che si chiama Barbie girl non sarebbe mai dovuta entrare in un centro sociale?
– Leone di Lernia: da ieri abbiamo il dubbio che se fosse vivo con questo governo sarebbe come minimo ministro alle Telecomunicazioni.
– Corona: la cantante di origine Brasiliana sostiene Bolsonaro e partecipò prima di diventare famosa ad un golpe militare in Belize.
La lista potrebbe contiunuare ma lasciamo a voi il compito di informarvi. Intanto ripulite le vostre playlist, altrimenti dovrete piangere la morte del vostro svago preferito nei weekend.

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