Torino, anarchici dimenticano di indossare gilet gialli e ricevono scarsa solidarietà dall’opinione pubblica

Nonostante l’ampia partecipazione al corteo in solidarietà all’Asilo Occupato appena sgombarato, quella che doveva essere una giornata di svolta per il movimento anarchico in Nord Italia non ha raggiunto i risultati sperati, ottenendo, dopo ore di sconti, fermi e qualche danno a Torino, solo un gran numero di critiche da parte dell’opinione pubblica e della cosiddetta società civile, che come sempre ha accusato gli anarchici di aver messo a ferro e fuoco mezza città. Nella realtà tuttavia le intenzioni erano ben diversi: nonostante sia stato tutto organizzato in poche ore, l’idea dei promotori era quella di ottenere finalmente solidarità anche da settori esterni a quelli dei movimenti: per questo era stata comprato on line uno stock di gilet bianchi uguali in tutto e per tutto a quelli francesi; gli stessi gilet che quando l’italiano medio vede in piazza a Parigi dice guarda che palle hanno i francesi che se una cosa non gli va bene spaccano tutto o perchè gli itagliani kueste kose non le fanno. Insomma, doveva esserci finalmente una giuntura tra anarchismo e l’Italia che non scende in piazza, ma ciò non è avvenuto per una semplice ragione: il corriere di Amazon che doveva consegnare i gilet ha fatto tardi, quindi in strada sono scesi come al solito tutti vestiti di nero.
Accortisi del contrattempo, molti manifestanti che erano a conoscenza della strategia in programma hanno provato a metterci una pezza nelle maniere più fantasiose: alcuni hanno sfilato con una baguette sotto il braccio e durante gli scontri altri hano usato lo stesso pane come arma contro i poliziotti; altri hanno provato ad intonare la Marsigliese ma non sapendo le parole e l’effetto non è stato dei migliori; un eroico manifestante ha infine lanciato un bidet incendiario oltre le mura del carcere delle Vallette, provocando l’incendio e il crollo di un capannone.
Le manifestazioni tuttavia non sono probabilmente terminate ed è probabile che dalla prossima i gilet gialli, ormai acquistati, facciano finalmente il loro esordio tra le file anarchiche.

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