Punk sessista, fumatore e reazionario ritrova la sua dimensione nel rockabilly

Erano un po’ di anni che Omero Rammone, attempato punk noto per i suoi atteggiamenti al limite del cartonistico, si sentiva un po’ un pesce fuor d’acqua nell’ambiente punk che lo aveva formato, cresciuto e coccolato. La scena in cui era cresciuto, basata sulla provocazione spesso a buon mercato, sembrava aver fatto il suo tempo e spesso Omero, in particolare negli ultimi tempi, si era sentito emarginato a causa di una parola male interpretata, un’ironia di cattivo gusto o semplicemente un atteggiamento troppo genuino e malvisto da un ambiente sempre più attento a sensibilità che forse prima non esistevano nemmeno. Tutto questo fino a pochi giorni fa, da quando la sua immagine è diventata un prestesto per un acceso muro contro muro tra i difensori del punk un po’ senza pretese e quello debitore dell’hardcore più impegnato e socialmente conscio: un dibattito che ha fatto diventare la faccia di Omero sinonimo di razzismo, sessismo, discriminazione di ogni tipo e chi più ne ha più ne metta.
Così, per uscire da un vicolo cieco sempre più evidente e facilitato dal possedere già una capigliatura col ciuffo, Omero s’è guardato intorno alla ricerca di una nuova sottocultura che lo adottasse, trovandola immediatamente nel rockabilly. “E’ incredibile che non c’ho pensato prima, qui è tutto come avrei sempre voluto: nessuno rompe con la politica, destra e sinistra convivono senza problemi, la donna è finalmente nel suo ruolo ornamentale naturale e posso fare tutte le battute scorrette che voglio senza che arrivi qualcuno a dirmi che non posso fare ironia su certe categorie”. Il passaggio è stato anche facilitato dall’età avanzante e dalla ricerca di musica più adatta ad uomini di mezza età, ma nonostante ciò Omero conferma la bontà della sua scelta: “Ci si diverte molto di più, prima quando uscivo mi sembrava di andare in chiesa, oggi anche se ho meno energie la mia vita è una festa anni ’50 dietro l’altra! L’unico problema è che la fantasia leopardata mi ingrassa, ma ho fiducia che con lo zebrato andrà molto meglio!”

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