Barbiere hipster accusato di invasione di tagli neo nazi nella scena

Dopo mesi di indagini è stato finalmente individuato il responsabile dell’invasione di tagli di capelli di tendenza neo nazista all’interno di numerose scene hardcore locali del Nord Italia: si tratta di Gianbarbiero Daviddo, titolare di un negozio di parrucchieri hipster nella periferia di Milano. La bottega, aperta 2 anni fa, era diventata negli ultimi mesi uno dei barbieri preferiti di numerosi esponenti dell’ambiente punk e hardcore della città meneghina, nonchè meta di passaggio di altri musicisti non residenti a Milano: da qui un’impennata di persone ai concerti che in altre situazioni sarebbero state scambiate tranquillamente per nazisti o seguaci della musica neofolk o entrambi, grazie a quell’inconfondibile capigliatura ingellata e rasata ai lati che bastano solo due note di Wagner di sottofondo e subito ti viene voglia di invadere mezza Europa.
Per la verità non si tratta di un fenomeno isolato ed in più parti d’Italia si vocifera su come l’aumento di barbieri fighetti abbia contribuito a causare problemi sulle un tempo morigerate capigliature all’interno della scena hardcore. L’alternativa a chi si oppone a questa degenerazione dei costumi (anche costosa) rimane quella di rasarsi i capelli come la gloriosa tradizione anni ’80 insegna, al rischio di essere scambiati skinhead o semplicemente pelati.
Per i clienti provati del barbiere fighetto è stato deciso daspo dai concerti della durata di un mese, il tempo necessario per riavere una capigliatura dignitosa. Si spera che sia sufficiente se non per farsi crescere i capelli come dei metallari, almeno per riflettere anche dei propri errori estetici.

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