Giovane alternativo chiede a un nazi il luogo del concerto segreto black metal

“Ask a nazi” recitava il volantino dell’atteso concerto dalla location segreta di tre noti gruppi italiani black metal legati alla corrente nota come National Socialist Black Metal. Un evento la cui sede era stata tenuta segreta per evitare possibili disordini o boicottaggi da parte degli antifascisti, sempre pronti a rovinare la festa ai tanti metallari che non vogliono che la politica si mischi con il metallo e che vedono queste contrapposizioni destra-sinistra come un fenomeno antico e foriero di divisioni insensate. Una serata potenzialmente complicata, ma le cui difficoltà non hanno intimorito un giovane alternativo di Varese che, dopo aver scoperto Burzum e i Mayhem su internet, è diventato in pochi mesi ferratissimo su tutto ciò che riguarda il complesso mondo del black metal.
Arrivato nella zona dove presumibilmente erano presenti persone informate, il ragazzo ha quindi chiesto aiuto prima a un passante a caso (sperando che fosse di destra), quindi a una sciura che si lamentava ad altra voce dell’eccessiva presenza di immigrati nel quartiere, passando per un pelato a caso vestito di nero fino a incrociare, dopo tanti sforzi, un capellone con addosso una maglia piena di rune. Il presunto nazista, dopo essersi assicurato che il giovane avesse un solido credo nazionalsocialista (“sono un po’ nero ma in effetti gli zingari mi stanno sui coglioni”) e che avesse in tasca l’occorrente per truccarsi una volta arrivato in sede, ha rivelato l’indirizzo dell’agognato concerto, che in realtà gli organizzatori avevano definito più enfaticamente come rituale.
Le numerose precauzione prese dagli organizzatori si sono rivelate comunque inutili, visto che il numero dei partecipanti era inferiore anche a quello del totale dei membri dei gruppi. Poco male, comunque: “I nostri rituali hanno luogo soprattutto per noi stessi e non per il pubblico che forse non sarà mai pronto alla nostra misantropica proposta. Sarebbe meglio suonare davanti a nessuno ma qualche volta i soldi di chi ci paga per suonare fanno comodo per comprarci le prime stampe dei gruppi norvegesi che all’epoca non compravamo perchè non sapevamo che cos’era il black metal”.

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