Elezioni, boom di liste punk per le Europee

Il count down per le elezioni europee del prossimo weekend è iniziato e pensiamo che sia arrivato il momento di fornire una breve guida per voi, cari lettori, in modo che possiate districarvi nel sottobosco dell’offerta politica senza uscirne con le ossa rotte per colpa di promesse che non saranno mai mantenute ed aspettative immancabilmente troppo alte. Premettiamo che un vero punk non dovrebbe mai votare, neanche alla riunione di condominio, ma se proprio il fascino delle urne è irresistibile, ecco per voi bravi cittadini un elenco delle liste e partiti che giurano di avere programma e attitudine punk.
Il primo dei partiti in lizza è l’M5S. L’anagramma sta per Movimento 5 Skin e si tratta di un partito fondato da 5 skinhead stanchi di non avere nessuno della loro categoria a reppresentarli. I cinque già vestivano bene, quindi non dovrebbero esserci problemi per accedere al Parlamento europeo se dovessero essere eletti. Il loro programma prevede birra gratis per voi sapete chi, la cancellazione del bollo su Vespe e Lambrette, l’abbassamento dell’iva sugli scarponi al 3% e agevolazioni fiscali per le famiglie in cui sono tutti rasati. Infine la reintroduzione della famosa pensione di invalidità per le donne portatrici di Chelsea.
A seguire abbiamo il PD-Partito Democrustiano. Questa lista viene da lunghi anni di lotte con il Partito Democrassiano con il quale condividevano la sigla e parte del programma: una battaglia che ha okkupato i tribunali a lungo, facendo perdere al partito molte delle sue energie. Ciò non ha impedito comunque ai suoi iscritti di presentarsi alle europee, dove contano di racimolare voti tra i delusi del PD che semplicemente sognano un altro partito con la stessa sigla. Tra i punti del programma la distruzione dello Stato e lo scioglimento di tutti i partiti, compreso il loro, quindi in caso di vittoria elettorale è previsto un certo periodo di caos, ma poi tutto andrà bene, giurano.
Un po’ più giù nei sondaggi ritroviamo Forza Italia Hardcore, il partito ufficiale del gruppo Italia Hardcore su Facebook. Si tratta di una lista abbastanza apolitica, fatta di gente che ne è dentro perchè tutto sommato l’hardcore le piace, ma senza farsi troppe domande. Un perfetto partito di centro, insomma, che grazie alla sua base potrebbe raccogliere più voti di quanto previsto dai sondaggi. Di certo, comunque, il partito sarà aperto a fare accordi con chiunque in cambio di qualche poltrona a Strasburgo.
Presente ancora una volta tra le liste anche Bro d’Italia, il partito di riferimento di quelli che ascoltano hardcore e chiamano tutti bro anche se si conoscono da 5 minuti. La lista non ha mai riscosso grandi consensi, forse a causa della mancanza di programma oltre ai generici punti come favorire la cultura del 2 step, la depenalizzazione dela violent dancing e l’abbassamento dell’iva sulle Nike allo 0%. Vedremo se questa volta riusciranno a superare il wall of death di sbarramento.
Più legata a consensi territoriali è la Lega Pino Biba Premier, un partito personalistico basato sul carisma del suo fondatore che per queste elezioni ha provato a darsi un respiro più nazionale presentandosi in tutte le circoscrizioni con il suo capo come unico candidato: punto centrale del suo programma è l’antiproibizionismo totale e quindi, nel caso di vittoria alle europee si batterà per rendere legale il consumo di qualsiasi sostanza stupefacente.
Non poteva mancare sulla scheda elettorare anche il glorioso PSI-Partito Straightedge Italiano, che da anni conta uno zoccolo duro di elettori nonostante i tempi d’oro siano ormai legati agli anni ’80. Il suo glorioso segretario è da anni morto in esilio all’estero dopo aver droppato, ma i suoi figli non hanno mai mollato la dottrina e puntano ancora sul parlamento europeo per allearsi con altri partiti straight edge di altri Paesi e imporre le loro politiche free drugs su tu tutta l’Unione europea.
Infine, tra gli ultimi a presentarsi, la lista Scena Nuova, un coagulo di esponenti legati al tradizionalismo più estremista in ambito hardcore: nel loro programma la valorizzazione dell’hardcore nazionale in contrapposizione con quello straniero, la chiusura delle frontiere ai gruppi non italiani in tour e l’uso della sola lingua italiana nelle canzoni dei gruppi con pene gravi per i trasgressori. Improbabile che la lista riceva molti voti ma per dovere di cronaca era giusto segnalarla.
Appuntamento con gli exit poll domenica, buon voto a tutti!

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