Mezza scena italiana regala i suoi dati sensibili nell’illusione di suonare al Punk Rock Holiday

Volete suonare al Beach Stage del Punk Rock holiday? Il vostro sogno potrebbe diventare realtà, basta che scarichiate l’app e votiate. Questo, in sintesi, l’astuto messaggio veicolato dagli organizzatori del popolarissimo festival che si tiene ogni estate in Slovenia, che ha attirato l’interesse di band e utenti da tutto il mondo, compresa una grossa fetta della scena punk e hardcore italiana.
Da qualche giorno e fino a lunedì numerosi gruppi italiani che si erano candidati a suonare per la kermesse saranno in lizza per ottenere più voti e diventare così protagonisti del festival. Un sogno alla portata di tutti che però, come era facilmente prevedibile, nasconde anche aspetti meno nobili: per usufruire dell’app del festival infatti, bisogna dare il consenso ad accedere ai vostri dati personali, più o meno gli stessi che abbiamo già tutti regalato a Facebook. Poco male direte, in fondo li ha già Zuckemberg e chissà quanti altri, eppure in questo caso il target è così ristretto e il beneficio all’orizzonte così poco probabile che si può tranquamente dire che in questi giorni assisteremo ad un’enorme profilazione di massa dei partecipanti effettivi e potenziali del festival. I dati sicuramente finiranno in mano ai servizi segreti sloveni e di buona parte di quelli dell’ex blocco sovietico e sicuramente serviranno per costruirci attorno campagne che ci faranno scoprire nuovi fantastici gruppi dell’Est che però veicoleranno subdolamente messaggi malvagi a favore di Putin, della chiesa ortodossa e di tutto l’armamentario come la famiglia tradizionale, il gender che travia i giovani e cose simili. A pensarci bene, c’è già un gruppo che potrebbe essere la testa d’ariete di questa invasione, ne abbiamo già parlato tempo fa.
Quindi ricapitolando: non suonerete al Punk Rock Holiday; avete fatto sapere ad un certo numero di potenze straniere cosa fate, che ascoltate, chi votate (se lo fate), che dischi comprate e nel caso in cui suoniate sapranno anche i vostri movimenti quando sarete in tour e non sarete neanche più tranquilli mentre rubate cibo e allcolici all’Autogrill.
Siamo sicuri che arriverà chi commenterà dicendo che ha il cugino punk in Slovenia che vi ha detto che quelli del PRH non vi farebbero mai uno sgarro simile dopo tante estati passate insieme nella magica cornice di Tolmin; e che nessuno che vi ha fatto vedere i Descendents a due passi dall’Italia potrebbe mai essere così perfido. Noi vi diciamo solo di stare attenti: la vostra privacy ha un valore ed anche quella della scena nel suo complesso e arriva molto più lontano dell’estate prossima e del miraggio di un concerto sulla spiaggia. Ma poi che votate se passate 360 giorni all’anno dicendo morte allo Stato no al voto?

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