Acqua alta distrugge archivio dei gruppi che avevano chiesto di suonare al Venezia Hardcore

Dopo la giornata drammatica di ieri, oggi in tutta Venezia si inizia a fare la conta dei beni distrutti e dei danni economici causati dall’eccezionale acqua alta che ha sommerso gran parte della città. Al centro della preoccupazione di istituzioni e privati c’è ovviamente l’inestimabile patrimonio artistico della città, ma subito dopo vengono sicuramente gli innumerevoli danni causati ai privati, non ultimi quelli che con la loro attività si occupano di conferire lustro a Venezia anche in campi artistici meno mainstream.
E’ notizia odierna che tra le strutture gravemente danneggiate dall’acqua alta spicchi anche l’archivio dei gruppi che hanno chiesto di suonare al Venezia Hardcore; si tratta di un enorme struttura seminterrata, ospitata in un palazzo storico non lontano dal centro cittadino, che ospita decine di migliaia di documenti inviati da parte di altrettante band che hanno provato, con alterne fortune, ad essere inseriti nella kemesse hardcore attualmente più grande d’Italia. Le acque che hanno inondato le stanze hanno danneggiato le copie cartacee delle mail mandate dai gruppi (dal numero difficilmente quantificabile), un altrettanto enorme numero di cd, dischi e cassette inviati via posta tradizionale nella speranza di venire ascoltati ed infine anche un non trascurabile di beni definibili come regalini che molte band mandavano nella speranza di aumentare la possibilità di essere considerati. Al momento è difficile parlare di danno economico, ma di certo l’archivio rappresentava un esauriente spaccato della scena harcore punk nazionale ed estera e quindi il danno è soprattutto da considerare come culturale: i gestori hanno sempre mantenuto riservatezza sui documenti presenti, ma hanno affermato oggi che nell’archivio erano presenti materiali provenienti da un arco di gruppi che vanno dal molto famoso a chi non aveva ancora registrato un demo ma ci aveva provato comunque. Tra gli oggetti presenti, inoltre, non mancavano anche un certo numero di lost and found appartenti a gruppi che si erano esibiti in passato, comprese delle tshirt con iconografie guerresche e scritte in cirillico di misteriosa provenienza.
Intanto non sono ancora decollate le classiche gare di solidarietà che partono in queste occasioni. Neanche quella lanciata dal sindaco lagunare, che poco fa ha dichiarato: “Dopo una sommaria stima dei danni totali abbiamo calcolato che se ogni gruppo che ha chiesto di suonare al Venzia Hardcore donasse un euro potremmo riparare tutto nel giro di una settimana e completare il Mose in un mese”. L’appello, ovviamente, è destinato a cadere nel vuoto.

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