Nuove droghe, dopo il mercato della fake meat nasce quello della fake speed

Buone notizie per tutti i punk appassionati di droghe stimolanti con il pensiero rivolto anche all’ambiente ed alla sostenibilità: dopo la strombazzata nascita di una lunga serie di prodotti che simulano gusto e consistenza della carne realizzati con ingredienti totalmente vegetali, infatti, in questi giorni stiamo assistendo finalmente alla nascita di un nuovo mercato di droghe che simulano in tutto e per tutto gli effetti, il gusto e le controindicazioni della speed, realizzati però con elementi ottenuti senza distruggere l’ambiente o a costringere alla fame popoli di Paesi lontani. Praticamente è tipo quando vi beccate la fregatura da uno spacciatore di strada, solo che stavolta lo fate apposta e magari dopo ve ne vantate pure.
I primi prodotti immessi sul mercato si chiamano Impossible Speed and Beyond Speed e ricalcano i nomi delle più popolari marche di fake meat: questi nuovi tipi di anfetamine sono fatti di farina di soia e fecola di patate e vengono aromatizzati con Dixan per replicare il caratteristico aroma, mentre per riprodurre gli stessi effetti di eccitazione non vengono usati additivi chimici, ma lo spacciatore che ve la vende usa dei trucchi per farvi perdere la lucidità, tipo dirvi che si è riunito il vostro gruppo preferito sciolto da 20 anni o che la tipa della casa occupata ha una fissa per voi. Inoltre le fake speed sono garantite al 100% veg, mentre nella speed tradizionale non è raro che vengano usati derivati di animali albini per i più svariati motivi.
L’unico apparente blocco alla diffusione della fake speed è il prezzo, al momento ancora più alto rispetto alla speed tradizionale, ma i produttori promettono un rapido calo del prezzo appena la domanda si farà più consistente: “Si tratta di un mercato ancora nascente, ma stiamo già studiando di allargare la nostra gamma di prodotti con la fake cocaine, fake mdma e fake eroin” ha dichiarato Pablo Frescobar, amministratore delegato della Beyond Drugs, azienda leader del settore.
In definitiva, i produttori tradizionali di speed possono ancora pensare che la crisi è lontana, ma farebbero meglio a studiare anch’essi nuove possibilità di business, un po’ come quando inventarono l’ormai celebre Dispeed. Per i consumatori, invece, la nascita di nuove alternative è sempre benvenuta, nella speranza che non servano solo ad arricchire le solite multinazionali.

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