Movimento delle Sardine cerca band apolitiche per la sua prima convention

In ascesa in tutta Italia, dopo aver riempito nelle scorse settimane le piazze di numerose città di giovani uniti dal qualunquismo e da una generica avversione per l’odio nella politica e per Matteo Salvini che ne sarebbe la personalizzazione, il movimento delle Sardine si appresta ad indire la sua prima convention nazionale che potrebbe trasformare il suo vuoto cosmico di proposte in un vero e proprio partito sulla scia del Movimento 5 Stelle ma con ancora meno QI.
Tra le necessità delle sardine, quindi, si profila anche la necessità di avere degli artisti, possibilmente “giovani”, che diano un appoggio al movimento e gli forniscano una colonna sonora, anche per evitare il terribile pericolo che qualcuno canti “Bella ciao” o qualche canzone vagamente di sinistra in piazza. Per questo il movimento ha indetto un bando informale per affiliare band apolitiche, di quelle che la politica e la musica non dovrebbero mai mischiarsi, che un giorno suonano nei centri sociali e il giorno dopo nel locale gestito dal nazi del quartiere o che non si farebbero problemi ad aprire ai Cripple Bastards o ai Taake.
La ricerca si annuncia lunga e tormentata perchè il movimento sembra avere così tante anime ed altrettanti paletti, quindi ogni gruppo proposto dai “capi” del movimento si muove su un terreno a dir poco minato. L’unica proposta accettata fino a questo momento è che sarà concesso l’uso di “No politica” dei Los Fastidios o quella dei Rough a piazze alterne, seguita, se non ci dovessero essere polemiche, da Politicanti dei Klasse Kriminale. L’adozione di queste canzoni non sottintende quella dei gruppi al 100% visto che gli stessi si sono macchiati di peccati ascrivibili all’essere troppo vicini alla sinistra o alla destra. La cosa più probabile, quindi, è che le Sardine smettano di guardare al mondo dell’oi! e si indirizzino più verso altri lidi musicali più apolitici, come il punk rock che in Italia vanta una lunga tradizione di gruppi ai quali della politica non glie ne frega un cazzo.

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