Festival ambiguo costringe punk italiani a diventare esperti di politica del Canton Ticino

Chissà se basteranno le lauree presso l’Università della Strada questa volta ai molti analisti politici punk italiani, alle prese da qualche giorno con lo spinoso caso di un festival in programma a Lugano che si è trasformato in un caso quando dei volenterosi antagonisti locali hanno scoperto che il principale organizzatore era un noto esponente di un partito molto simile alla Lega italiana.
In realtà la situazione è ben più intricata: il Punk Rock Weekend – questo il fantasioso nome del festival – ha un cartellone di tutto rispetto composto da gruppi che a parte uno, noto per le sue sbandierate prese di posizione antifa, non sono in effetti tra i più strenui combattenti del fascismo in Italia. Sostanzialmente, quindi, si tratta di gruppi che di politica non si sono mai occupati, probabilmente anche per limiti intrinsechi, che ora si ritrovano col dover gestire una situazione alla quale probabilmente non sono abituati.
Sull’altro fronte la parte più politicizzata della scena hardcore italiana e anche ticinese è partita con un boicottaggio on line in grande stile, noncurante del fatto che l’organizzatore accusato di fascismo sia in realtà impegnato in tematiche legate all’uguaglianza di genere e alla lotta contro l’omofobia. Alla fine sto Dexter è fascista o no? Il dibattito si è così polarizzato che alla fine forse non lo scopriremo così su due piedi, e nemmeno aiuta un suo post in cui annuncia un passo indietro per non danneggiare il festival che però non solo è scritto in politichese, ma in politichese ticinese, immaginate voi che casino decifrare tutti i non detti, le espressioni che qui nessuno ha mai usato eccetera.
Adesso tutta la scena italiana attende col fiato sospeso le decisioni dei gruppi invitati a suonare: faranno finta di niente o daranno voce alla loro eventuale coscienza politica? O ancora faranno buon viso a cattivo gioco consapevoli che magari se suoneranno saranno guardati in cagnesco e magari saranno rifiutati dai contesti più politicizzati? Nel frattempo però grazie a questo evento i punk nostrani sono venuti a contatto con la complessa politica e le gloriose tradizioni ticinesi e magari allargheranno i loro orizzonti, smettendo di organizzarsi tour europei composti da 5 date in Italia e una al Molino.

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