Appassionato di war metal preoccupato per il possibile ritorno della leva obbligatoria

Da anni ormai sono molti gli esponenti della politica istituzionale, a destra ma non solo, ad auspicare se non promuovere iniziative legislative che portino al ripristino della leva militare obbligatoria, abolita in Italia dal 2005. Un nutrito coro di voci, che ogni volta che salgono agli onori della cronaca casi di crimini particolarmente gravi da parte di giovani non manca mai di sottolineare come i comportamenti delle nuove generazioni sarebbero peggiorati a causa della mancanza di quell’anno di naja (di merda) che oltre a forgiare il carattere favoriva il rispetto dell’autorità e delle gerarchie.
Queste voci riecheggiano da tempo nella testa di Cosimo Suntzu, borchiato giovane sardo e fanatico del sottogenere musicale noto come war metal, che ormai dopo anni di dibattito politico è ormai rassegnato all’idea che presto o tardi si ritroverà, per colpa di questi politici irresponsabili, all’interno della copertina di un disco dei Bolt Thrower e nella peggiore delle ipotesi persino sul fronte della futura Terza Guerra Mondiale senza aver mai maneggiato un’arma in vita sua. Le paure di Suntzu aumentano ad ogni sondaggio che vede i consensi di Fratelli d’Italia e Lega in aumento, tanto che il giovane, allergico all’uso delle armi nonostante tutti i suoi gruppi preferiti non parlino d’altro che di guerre, devastazioni, saccheggi e delle qualità di qualsiasi mezzo d’assalto atto ad invadere i Paesi confinanti, avrebbe già in mente un piano per sfuggire alla chiamata da parte dell’esercito: fuggire nell’entroterra, dove uno zio che si dedica alla pastorizia offrirebbe rifugio al giovane senza fare troppe domande a patto che lui si occupasse del suo gregge di capre. “Sarebbe un lavoro duro, ma la capra è l’animale più satanico e war metal di tutti e potrei dare ad ognuna di loro il nome di un membro degli Archgoat o dei Goatpenis”.
Si tratterebbe di una vita lontana dagli agi e anche dai pochi concerti metal al quale Suntzu può assistere, ma niente a che vedere con sveglia alle 5, marce forzate, addestramento e disciplina ferrea: “l’ideale per me è vivere a casa dei miei e aspettare che la cena sia pronta mentre ascolto i demo dei Beherit, dopo una lunga giornata passata a lanciare proclami guerreschi su Facebook contro gli infedeli, non sono fatto per quel genere di vita. Certo così rischio di non poter mai guidare un carro armato, ma è meglio che non poter usare neanche gli occhiali da sole della forma che io”.

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