Diario dalla Scena Rossa – giorno 1

Da ieri notte l’Italia, flagellata dal diffondersi del coronavirus, è ufficialmente unificata in una singola zona rossa. Per venire incontro al dovere di cronaca che ci siamo assegnati, terremo da oggi un diario accurato che riporti tutto quello che accade nella scena punk hardcore, nella speranza che gli aggiornamenti siano uno strumento utile per tutti coloro che sono costretti dalle nuove norme a stare a casa.
– Coerentemente con la decisione del governo, anche la Scena Rossa è diventata una realtà in tutta Italia: per gestirla è stato creato un Soviet composto da membri della Banda Bassotti e degli Erode, che avranno potere di spedire in Siberia qualunque esponente della scena non si comporti secondo le direttive. Tra le prime decisioni anche il divieto per i Bull Brigade di continuare con l’idea di fare pezzi in inglese.
– Come già annunciato dal governo, le scuole sono chiuse fino al 3 aprile. L’ordine vale anche per la vecchia scuola, statevene a casa che gli anni ’80 sono passati.
– Altra idea del Soviet è stata quella di spingere i gruppi a sfruttare la pausa forzata dai live per imparare finalmente a suonare. Un’idea meritevole che farebbe bene a tutta la scena, ma che al momento non sembra riscuotere successo: molti esponenti hanno annunciato che preferiscono stare a casa a bere e a drogarsi piuttosto che a imparare a suonare dai tutorial su Youtube.
– A proposito di droga, le scorte in tutta Italia iniziano a finire. Gli inventori della Dispeed hanno fatto così tanti soldi che sono partiti da giorni per i Caraibi e chissà se ritorneranno. Se le misure eccezionali dovessero durare a lungo la componente straight edge della scena potrebbe prendere il sopravvento e un’alleanza con gli stalinisti del Soviet sarebbe peggio di qualsiasi virus o dittatura messi insieme.
– Sempre a proposito di concerti cancellati, il Soviet ha fatto sapere che rimediare a dei brutti live registrando dei dischi altrettanto brutti non è la soluzione al problema.
– Intanto l’astinenza da concerti gioca brutti scherzi tra il pubblico e c’è chi ha già minacciato gesti estremi: oggi un anarchico ha detto agli amici che sarebbe persino disposto ad andare al Venezia Hardcore.
– Nel frattempo, nell’ombra, orde di promoter e gestori di locali cercano di capire se sia fattibile recuperare tutte le date cancellate fino a questo momento la notte del 3 aprile, prima che un nuovo decreto venga varato. Praticamente suonerebbero tutti i gruppi d’Italia, anche più di un concerto a gruppo. In caso di apocalisse non sarebbe un finale così malvagio.

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