Roma, piazze abbandonate dagli umani tornano a ripopolarsi di emo

Verrebbe da dire che in questa emergenza coronavirus non tutti i mali vengono per nuocere: la quarantena forzata che sta costringendo tutta Italia nelle proprie abitazioni sta infatti rivelando conseguenze inaspettate dal punto di vista naturale, che gli ambientalisti stanno accogliendo con entusiasmo. Dopo giorni in cui si annunciava il ritorno dei delfini nei porti, degli uccelli nei cieli sgombri dallo smog e nelle strade di vari animali selvatici che provano ad impadronirsi di territori un tempo esclusivamente umani, è di oggi la notizia che finalmente anche gli emo hanno fatto la loro ricomparsa nel centro di Roma.
Da qualche giorno, discretamente, una telecamera nascosta puntata nel luogo simbolo di ritrovo di questa sottocultura ha infatti catturato le immagini che testimoniano la presenza di un non piccolo gruppo composto da emo, scene queen, semibrudal, gothic lolite e di tutto quello che c’è nel mezzo. La ricomparsa di queste specie a rischio di estinzione era stata notata da alcuni abitanti del quartiere, che per avere conferma hanno poi lasciato in alcuni punti strategici delle esche per attirarli, come piastre per capelli, bracciali borchiati venduti da Emp e trucchi color fluo; gli emo e i loro cugini non si sono fatti pregare, impadronendosi in fretta dei doni e riprendendo confidenza con il loro antico habitat giorno dopo giorno, tanto che ultimamente è possibile avvistarli persino con la luce del giorno.
Ora si spera che il futuro allentamento delle misure di contenimento al coronavirus non vanifichino questo timido ritorno. “Piazza del Popolo dovrebbe diventare una riserva naturale per gli emo” azzarda il padre di uno di loro, che nel frattempo ha compiuto 40 anni, ha perso i capelli, vive col reddito di cittadinanza ma ancora ascolta gli Orchid: sono molti infatti i genitori disperati per i loro figli, che travolti dal cambio di mode non hanno saputo evolversi, rimanendo chiusi nell’habitat protetto delle loro camerette e rifiutando per anni di uscire e di far parte della società. La speranza è che il lockdown punti i riflettori sulla necessità di tutelare queste specie che anche adesso che è possibile ammirarle di nuovo, rimangono sempre vicine al baratro dell’estinzione.

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