I punk baresi devono aver scoperto la cura al Coronavirus ma non ce lo dicono

Si, avete letto bene. Da qualche parte, nel ridente capoluogo pugliese, i punk locali nel silenzio generale devono aver scoperto una cura o un vaccino per il Covid-19. Non si spiega altrimenti il fatto che, mentre nel resto d’Italia la situazione concerti è bloccata o perlomeno gli organizzatori non provano a rischiare per ripartire, a Bari e provincia abbiano organizzato non uno ma ben 2 festival: il primo si svolgerà a brevissimo, il 17 luglio, mentre il secondo sarà a fine agosto e si tratta del tradizionale Bari Hardcore Festival, ma di questi tempi scusate se è poco.
Quindi cari amici (e speriamo lettori) baresi, che vogliamo fare? Ci volete dire come fate o dobbiamo chiamare l’Oms e dirgli che se arriva una seconda ondata di Covid la colpa sarà solo vostra perchè avete il segreto e lo tenete tutto per voi? Qual è l’ingrediente magico, le orecchiette o magari la focaccia? Bere la Peroni da 33 come fa nei film Sergio Rubini? L’erba che portano gli albanesi via mare? Un anticorpo contenuto nei brufoli di Cassano? Insomma, parlate, il mondo potrebbe ringraziarvi un giorno.
Ah visto che vi trovate, ci dite pure che fine ha fatto Giò Sada?

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