Un nuovo pericolo si aggira nelle città italiane: i picnic punk

Credevamo che fosse una moda passeggera e per questo avevamo scelto di non occuparcene, ma ci eravamo sbagliati e la diffusione a macchia d’olio di questo nuovo fenomeno ci obbliga a tornare sui nostri passi. Parliamo dei punk picnic o picnic punk, da invertire a seconda che siate sostenitori della dicitura punk hardcore o hardcore punk. Nati poco dopo la fine del lockdown a Roma come punto di incontro una tantum per ammucchiarsi come ai bei tempi pre virus in barba a qualsiasi appello medico e buonsenso, l’iniziativa ha avuto un insperato successo tanto da essere stata replicata praticamente tutti i fine settimana senza apparentemente causare focolai (ma il condizionale resta d’obbligo); le autorità devono aver preso sottogamba il fenomeno, visto che non si sono registrati interventi delle forze dell’ordine, tuttavia il fenomeno da locale ha iniziato ad oltrepassare i confini della Capitale, tanto che nei giorni scorsi si sono tenuti analoghi picnic a Milano ed infine a Bologna.
Il successo degli incontri ha lasciato tutti interdetti, considerato che all’interno del format non sono previsti concerti, ma solo gente stravaccata in un parco accuratamente scelto tra i più degradati della città con il solo intento di fare schifo e combattere il sacrosanto distanziamento sociale che ha finora salvato il Paese dall’estinzione. Gli unici a stigmatizzare questi comportamenti errati sono stati come sempre gli anziani, gli unici depositari della saggezza in questa disgraziata Italia, che nonostante siano stati durante l’isolamento i più fieri menefreghisti, non hanno perso l’occasione di additare i partecipanti ai picnic definendoli incoscienti, drogati e scansafatiche. Le partecipanti invece nel migliore dei casi sono state etichettate come delle poco di buono.
Ora siamo a fine luglio e si spera che lo svuotamento delle città ad agosto aiuti a porre un argine a questi meeting, tuttavia già sembra confermato un nuovo appuntamento a Milano il primo di agosto. La speranza è che il prolungarsi di questa nuova moda non arrechi danni alla collettività già duramente colpita dal coronavirus, anche se resta in campo l’ipotesi che commentavamo giorni fa, ossia che tutto questo non avrà conseguenze nefaste perchè i punk alla fine semplicemente non si ammalano perchè pure il covid li evita.

6 thoughts on “Un nuovo pericolo si aggira nelle città italiane: i picnic punk

  1. “Il distanziamento che ha salvato il paese” ma da cosa? Dal coviid19. Ma per piacere. Il Covid19 esiste ma se non sei affetto da altre patologie non crea morti. Informatevi

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  2. Secondo una recente ricerca dell’Istituto Gastrogasometrico dell’Università di Dusseldorf, l’anidride carbonica espulsa durante l’eruttazione conseguente all’assunzione di birra agevola e veicola maggiormente il trasporto del covid-19 e permette ad esso di raggiungere distanze dal portatore anche maggiori del metro, arrivando talvolta anche a cinque.
    Ecco perché a maggior ragione in certi ambienti, come centri sociali e raduni alternativi, è fondamentale il distanziamento.
    E questa è scienza, mica pizza e fichi!

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  3. PUNKS NOT DEAD…….IL FATTO CHE NOI VIVIAMO IN UN MONDO DI MORTI……SE DEVO MORIRE VOGLIO MORIRE COME DICO IO NO RINCHIUSO O ISOLATO…..

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