Caro Draghi, speravamo in una rinascita del punk politico ma così ci riporti ai tempi dei Peter Punk

Caro Mario Draghi,
il fine settimana è terminato e con lui due giornate che ci hanno permesso di metabolizzare i nomi dei membri del tuo nuovo governo e di renderci conto che non abbiamo preso una macchina del tempo che ci ha portati indietro di almeno quindici anni. Eravamo rimasti a un governo che poteva essere criticato in mille modi, ma poi è arrivata la tua nomina, tutti praticamente ti hanno dipinto come salvatore della Patria e invece in poche ore ti sei presentato alla conferenza stampa con il trittico delle meraviglie Gelmini-Brunetta-Carfagna. Quando abbiamo letto il tuo nome ci siamo detti che forse un banchiere a palazzo Chigi avrebbe ridato fiato al punk e all’hc più politicizzato, forse smarrito tra pandemia e un signor nessuno come Conte a capo del Governo.
Ci speriamo ogni volta, lo speravamo anche col primo governo Conte. Però qui rischiamo di ritrovarci risucchiati in uno spazio-tempo dove di sottofondo risuonano “Chi non salta Berlusconi è” o i pezzi di Oi! Against Silvio, che per carità rispetto a tutti i casini odierni ci fanno senz’altro ridimensionare i guai dell’epoca, però nonostante questo era proprio necessario riesumare quelle salme della politica berlusconiana, la peggiore ministra dell’Istruzione mai avuta, il nano e la quasi ballerina?
L’unico spiraglio di luce in questo quadro è andare a riesumare Forza Italia degli Affluente o Berlusconi vaffanculo dei Vivere Merda, che di colpo ci appaiono così naive nel cantare una realtà che è stata spazzata via da emergenze molto peggiori, in cui il male sembra un po’ i cattivi dei film di Bruce Lee che alla fine basta qualcuno bravo col kung fu e le cose si possono sistemare. Oggi il berlusconismo è alla sua parata finale e non suscita tutto l’odio dell’epoca perché lo capiamo che è al capolinea e fa quasi tenerezza nel suo provare a sopravvivere ai tempi odierni con i suoi comprimari che ancora votavano che Ruby era la nipote di Mubarak. D’altronde se appena ieri Trump avesse detto che la ragazzina con cui si era intrattenuto era la nipote di Putin milioni di persone gli avrebbero creduto, e forse la differenza è tutta qui.

2 thoughts on “Caro Draghi, speravamo in una rinascita del punk politico ma così ci riporti ai tempi dei Peter Punk

  1. Non avete ancora capito che Berlusconi era VERAMENTE convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak. E che Mangano fosse VERAMENTE uno stalliere. E che D’Alema fosse VERAMENTE comunista. E’ tutta la vita che lo trattano così. E’ una tragedia.

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