Punk va a Cuba per vaccinarsi e contrae la salsa

Con i ritardi e i disservizi tipicamente italiani che stanno macchiando la già complessa campagna vaccinale contro il coronavirus, si moltiplicano i casi di cittadini che cercano vie alternative ai medicinali disponibili in Italia, spesso rivolgendosi all’estero dove, in alcuni casi, la vaccinazione sembra invece procedere a ritmo più serrato. E se la maggior parte dei punk italiani che non si fidano delle case farmaceutiche è ancora in attesa della sperimentazione del Disvaccino, c’è chi invece ha preferito prendere un aereo verso il paradiso socialista di Cuba, dove è possibile, anche se in via sperimentale, vaccinarsi usando il farmaco locale ricavato da un mix di canna da zucchero, rhum e peli fermentati della barba di Fidel Castro, che secondo i medici dell’isola caraibica ha il potere di immunizzare i suoi fruitori dagli attacchi del Covid-19.
Le autorità europee hanno sconsigliato simili avventure terapeutiche, tuttavia un punk modenese le cui generalità non sono state rese note se ne è infischiato ed ha aderito con entusiasmo alla sperimentazione, diventando l’unico italiano vaccinato contro il Covid a Cuba ad esclusione dei membri della Banda Bassotti che ormai sono considerati parte del folklore locale. La storia tuttavia è passata agli onori delle cronache dopo che il giovane, a 24 ore dalla prima dose, avrebbe segnalato dei problemi come la caduta della cresta e impulso irrefrenabile di avvinghiarsi a donne nelle vicinanze per ballare la salsa. L’effetto collaterale non sembra ancora essere passato e al momento il ragazzo balla ininterrottamente da oltre una settimana, ma ciononostante i medici non si sono detti preoccupati: “Stiamo ancora studiando gli effetti collaterali del nostro vaccino, ma questo anche se nuovo non è dei più preoccupanti. Pochi giorni fa abbiamo vaccinato l’unica skin girl de L’Avana e il giorno dopo si è risvegliata con il Chelsea fatto di dread, è stato uno spettacolo orribile” ha confessato un anonimo medico cubano, prima di tornare da un gruppo di pazienti che invece, secondo i primi sintomi, sembrerebbero invece aver contratto il reggaeton.

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