Storico della scena nel lockdown ricorda l’epoca dei primi concerti in streaming

Da un po’ di giorni a questa parte sono molte le voci che ricordano come sia passato un anno dall’esplosione del coronavirus in Italia e dalla conseguente chiusura generale che da quel momento sarebbe stata tristemente nota come lockdown. La scena punk hardcore nostrana non è indenne a questo flusso di ricordi, complice anche i primi, allora insoliti concerti in streaming dei gruppi più conosciuti che già, col senno di poi facevano presagire cosa sarebbe successo da quel momento fino ad oggi.
“Come sempre furono gli americani ad indicare la strada” racconta Alessandro Barbwired, storico della scena punk italiana nel corso di un seminario on line che ha ripercorso l’epopea dell’ultimo anno senza concerti dal vivo. “Negli Usa e in altri paesi il pubblico si rese conto che lo streaming poteva essere l’unica via per colmare un vuoto e da lì si svilupparono diversi filoni, quello dei live veri e propri, quello delle cover acustiche e quello dei supergruppi che proponevano cover a distanza. Qui in Italia invece – prosegue – il pubblico più tradizionalista ha osteggiato questo fenomeno barricandosi dietro l’essenza più classica dei concerti nei quali il contatto fisico era visto come elemento imprescindibile”.
“Nonostante queste eroiche resistenze, tuttavia, in troppi avevano guadagnare dalla possibilità di vendere esibizioni on line ed il mercato dei concerti in streaming ebbe un’improvvisa enorme esplosione. Fu così – ricorda Barbwired – che un’ultima alleanza tra punk, straight edge e skinhead marciò contro le armate dei concerti fatti con la webcam, e sui pendii dei server di Youtube combattè per una scena libera dallo streaming a pagamento”.
“La vittoria era vicina, ma il potere dei concerti in poltrona non poteva essere sopraffatto. Il nemico svelò la sua arma più terribile, i video From lockdown to the world dei Los Fastidios. Fu in quel momento che il coraggio della scena venne meno, dimenticando orgoglio e dignità a mano a mano che quei video guadagnavano visualizzazioni. Fu così che al male fu concesso di perdurare” conclude lo storico.

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