Sei canzoni oi! che non lo diresti mai che le ha scritte Battiato

Con incommensurabile dolore ci uniamo al resto d’Italia e del mondo nel celebrare il genio di Franco Battiato, che ha lasciato il nostro mondo nella giornata di ieri per dirigersi verso qualcosa che se l’aveva detto nelle sue canzoni francamente non l’abbiamo capito. Pur mantenendo la sua aura di musicista colto, il maestro catanese era stato capace di fare breccia anche nei cuori duri di tanti seguaci del punk e dell’hardcore. Per questo motivo ci è parso giusto celebrarlo, elencando i 10 pezzi oi! che Battiato firmò nel corso della sua carriera ma che in pochi sanno che fossero opera sua. Il sommo, in linea con i suoi ascolti poliedrici, era da sempre stato amante del punk e della cultura working class: non desti sorpresa, quindi, se tra i suoi brani ritroverete molte perle dell’oi! italiano che alcuni gruppi si sono ingiustamente attribuiti solo ottenere soldi e fama.

  • Uniti sempre, divisi mai: erroneamente attribuita ai Klasse Kriminale, la canzone fu uno degli apici del sincretismo religioso di Battiato, un invito a credere tutti in un’unica entità spirituale e mettere da parte secoli di rivalità e guerre religiose.
  • Tempi nuovi: l’inno generazionale dei Nabat in realtà nacque da uno degli amati giochi dadaistici del Maestro e Oooooooooooh ea ea ea ha una quantità di significati nascosti che non elencheremo solo perchè ci verrebbe il mal di testa. A proposito, da anni c’è una scuola di pensiero che attribuisce a Battiato anche il primo Fate i Nabat!
  • Basta con la polvere: Battiato era un maniaco delle pulizie di casa, lo può testimoniare chiunque sia andato a trovarlo. Quando lavava a terra era solito cantare “Paradiso è per poco tempo / poi per per te sarà un inferno” per tenere a mente quanto effimera sia l’illusione di avere una casa splendente.
  • Frana la curva: originariamente si chiamava Frana la scalinata del teatro antico di Taormina, ma un gruppo di skinhead stalinisti se ne appropriò cambiando parte del testo e in più mise in giro la voce che Battiato era di destra. Il pover’uomo non si riprese mai da queste calunnie e non mise neanche più piede al Massimino di Catania, dove era abbonato.
  • Leggenda: da sempre i Plakkaggio sono considerati tra i migliori capaci di coniugare street punk e testi aulici. Il trio comunque non è certamente nato imparato, ma dopo aver coverizzato Leggenda che altro non era che un inedito di cui Battiato si vergognava perchè troppo semplice. Appresa l’arte, i Plakkaggio l’applicarono al resto della loro proposta, diventando finalmente famosi al largo pubblico.
  • Scarpe chiuse no remorse: avete presente tutte le città assurde che Battiato raccontava nelle sue canzoni? Secondo voi ci è arrivato con le Birkenstock? E non avrebbe dovuto dedicare una canzone a questa tematica così importante?

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