Gruppo ricomincia a collezionare rifiuti come ai vecchi tempi

Da qualche giorno, finalmente, assistiamo al timido riaffacciarsi dei concerti punk hardcore sul territorio nazionale. Come sapranno tutti ancora non è passato alcun via libera al ritorno spensierato a un anno e mezzo fa, ma ciononostante sono in tanti quelli che non hanno aspettato un ulteriore miglioramento della situazione epidemiologica e hanno preferito ripartire pur tra mille divieti e incognite: gestori di locali in primis, perché qui si tratta di portare da mangiare a casa; centri sociali, alcuni dei quali hanno annunciato una prima timida programmazione mentre altri senza troppi proclami continuano a fare concerti perché zitti zitti avevano continuato anche col lockdown. Poi ci sono i singoli organizzatori o bookers, che al momento si dividono tra chi guarda al tutto e subito e pur di ricominciare è andato a bussare alla Sagra della patata di Rovegno a quelli che invece si aggirano sul web tipo Mino Raiola che prova a piazzare un gruppo black metal kazako nel 2025 quando la situazione dovrebbe essere sotto controllo.
Infine ci sono loro, i gruppi, che consci dell’occasione più unica che rara hanno iniziato a mandare messaggi in serie a chiunque abbia scritto la parola concerto su un social nelle ultime due settimane: in questo caso la fattispecie più tipica è quella di un punk in astinenza da concerti che finge che il suo gruppo abbia continuato a provare per tutto questo tempo (mentre generalmente il resto della band ha una vita e dopo i primi disagi si è accorta che si vive anche senza suonare gratis davanti a quattro stronzi che a fine serata diranno che hai fatto schifo); il messaggio è incentrato sul fatto che il gruppo da sempre avrebbe voluto suonare in quel luogo/festival/evento e che vista la situazione è pronto a rinunciare al rimborso spese (cosa che creerà sicure liti interne al gruppo) e che volendo il gruppo è pronto anche come rimpiazzo per una serata che si svolge tra un quarto d’ora. Generalmente il messaggio termina ricordando che il gruppo sta anche componendo nuovi pezzi, come se interessasse qualcosa, o magari il senso è vedrete che siamo migliorati. O magari ancora si tratta di una velata minaccia.
La triste realtà è che cotanto sforzo non corrisponde ad altrettante chiamate: i posti disponibili sono ancora pochi e la maggior parte dei gruppi che ci prova sta solo collezionando rifiuti o promesse improbabili. E neanche far presente di essere stati ritratti in una foto del ’99 che hanno messo su Disconnection sembra che aiuti più di tanto.
Insomma, non siamo ancora tornati alla scena pre-Covid già ci pare di sentire che suonano sempre gli stessi gruppi.

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