La Cassazione: “Saluto romano non è reato se si pensa al primo degli Skrewdriver”

È destinata a far discutere la sentenza della Corte di Cassazione, che oggi ha annullato la condanna a due militanti di Casapound che durante una cerimonia funebre avrebbero usato il saluto romano per ricordare il caro estinto.
La difesa dei due imputati si è tutta basata sulle affermazioni secondo le quali il saluto sarebbe stato effettuato “pensando in modo insistente al primo disco degli Skrewdriver che, è noto a tutti, è un lavoro apolitico”. Secondo gli avvocati della difesa il defunto era legato a quelle canzoni da tempo e il braccio alzato altro non significava “anche in cielo potrai ascoltarlo”.
Diffidenti e incredule le reazioni della parte politica avversa, tra le quali spicca quella del portavoce dell’Anpi: “ma chi cazzo sono gli Skrewdriver?”

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