Diario della Scena Rossa – giorno 16

Giorno 16 di isolamento. Ci abbiamo riflettuto e abbiamo pensato che sia il caso di dare la prevalenza, in questo quadro di negatività, a qualche notizia positiva per risollevarci il morale. Peccato che quella migliore, ossia la morte per coronavirus del fondatore del Movimento Pro Vita, sia leggermente fuori il nostro campo di narrazione.
La giornata di ieri comunque sarà ricordata soprattutto per il panico che si è diffuso quando molti hanno inteso che questo stato di emergenza durerà fino al 31 luglio. Lo scriviamo a grandi lettere: non può essere così perché nessuno può arrivare al 31 luglio in questo stato, neanche quelli che hanno la pazienza di sentirsi un disco dei Sunn O))) aspettando che arrivi un riff di chitarra.

– Parliamo di economia: un promoter di concerti diy ha fatto un rapito calcolo degli show cancellati da quando è iniziata la quarantena a giugno e ha capito di non aver perso oltre 400 euro.
– Parallelamente, un frequentatore di concerti punk hardcore ha calcolato che grazie alla quarantena tra alcol, droghe, fumo passivo e potenziali risse durante i concerti avrebbe guadagnato all’incirca un anno di vita.
– Non tutte le quarantene vengono per nuocere: ci giunge notizia che un punk da tempo ai domiciliari si affacci ogni giorno al suo balcone alle 18 e inizi a ridere di gusto.
– Nella miriade di commenti on line sulla situazione sanitaria, politica e sociale attuale, è confortante sapere che la categoria degli skin apolitici deve ancora farsi un’idea di cosa sta succedendo.
– Intanto cade anche una delle ultime roccaforti senza contagi: sono stati confermati, infatti i primi casi a Hell, Norway. La notizia ha generato un diffuso panico tra i metallari italiani che hanno lì la loro residenza.
– E’ destinata a far discutere la tesi di un virologo convinto che il coronavirus sia la risposta dell’ambiente alla minaccia del possibile ritorno del nu metal.
– Altri scienziati, invece, sono al lavoro per capire come mai, nonostante l’overdose di pornografia consumata in questi giorni dagli italiani, il pornogrind non stia vivendo il suo apice di popolarità.

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