Punk e hardcore italiani pronti a riposizionarsi in linea con il nuovo governo

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Insomma, anche se tutta la scena faceva il tifo per il suo candidato forte Pino Biba, il governo alla fine s’è fatto e salvo miracoli sarà a brevissimo operativo. Sarà un governo di destra senza alcun dubbio, con declinazioni populiste, antimoderniste, antiscientifiche, identitarie, razziste e così via. Il mondo del punk hardcore italiano è giustamente preoccupato e quindi abbiamo pensato ad una breve guida che permetta alla nostra scena di sopravvivere alla tempesta in arrivo.
Dunque, la parola d’ordine per uscirne fuori da vincitori è riposizionarsi: se siete anarchici dimenticatevi di mostrarlo in giro, datevi una ripulita e concedetevi come unico vezzo gli Oi Polloi che cantano in gaelico e mandano facilmente in tilt eventuali contestatori a destra. Se il vostro cuore batte per il punk rock nessun problema, non dovrete fare altro che dichiararvi devoti fan di Johnny Ramone che proprio di sinistra non era: da lì la strada è tutta in discesa. Per i devoti dell’hardcore nelle sue svariate forme il discorso è un attimo meno semplice perché che lo vogliate o no il genere è antifascista nel suo dna; una buona idea sarebbe quella di iniziare a frequentare i concerti di quei gruppi legati a Casa Pound che non ci hanno capito un cazzo ma alla fine esistono, tipo i Bronson. Se alla prima presenza non vi menano potete provare a chiedere di fare uno split insieme. Chiaramente anche dichiararsi fan dei Cripple Bastards potrà aiutare a farvi vedere di buon occhio in quei circoli.
Dal punto di vista dei temi etici è ora che i vostri gruppi inizino a parlare nei loro testi di argomenti nuovi, come la famiglia tradizionale, gli abbracci, i pranzi domenicali in cui cucinano solo le donne, riprodursi come conigli e solo tra individui di razza ariana. Se proprio questo non fa per voi tirate fuori l’indole bellica e parlate del fatto che l’Italia è in pericolo e l’hardcore italico non si farà indietro nel difenderla da immigrati, mondialismo e Soros.
Chi avrà vita un minimo più facile saranno i non pochi stalinisti che bazzicano la scena: lo sappiamo che siete di sinistra, ma insomma, un po’ autoritari lo siete e pure tendenti alle tradizioni, quindi la transizione verso il rossobrunismo potrebbe essere poco traumatica. E poi Frana la curva la cantano sia a sinistra che a destra, così come Rivolta.
Ultimo capitolo la musica da rivalutare: qualsiasi gruppo punk con gli elmetti vichinghi o le fisarmoniche, i Disciplinatha, ovviamente i Plastic Surgery e soprattutto potrete dire al mondo che gli Skrewdriver vi piacciono solo dal secondo disco.

 

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