Vaccino Pfizer, punk complottista ha saputo cose riservate da amico punk emigrato a Berlino

Dopo un anno di sofferenze il vaccino che dovrebbe mettere fine alla pandemia di Covid-19 è prossimo alla diffusione in Italia ed Europa, ma nonostante rappresenti al momento l’unica via d’uscita da una situazione sanitaria, economica e sociale drammatica, non tutti sono pronti ad iniettarselo. Tra questi un punk della provincia abruzzese, noto su Facebook con lo pseudonimo di Tondino Hc perché convinto di essere meno controllato, che nei giorni scorsi ha dichiarato pubblicamente che rifiuterà il medicinale prodotto da Pfizer perchè in possesso di informazioni riservate che gli ha segretamente rivelato un altro punk abruzzese emigrato di recente a Berlino, noto come Ermidoro Hc.
“Solo un pazzo si inietterebbe quel veleno” ha raccontato in una diretta. “L’azienda che lo produce non ha pubblicato i dati della sperimentazione, ma il mio amico Ermidoro mi ha messo in guardia dopo che alcuni suoi amici si sono offerti volontari per la sperimentazione e una settimana dopo averlo preso si sono tutti risvegliati rockabilly. Da quel giorno sono passate diverse settimane e quest’effetto collerale non è passato, anzi alcuni di loro hanno anche avuto il desiderio irrefrenabile di acquistare delle Creepers leopardate”.
La storia in realtà sembra abbia pochi elementi veritieri, anzi sembrerebbe che Ermidoro, il quale in realtà non sembra nemmeno essere in grado di pronunciare in maniera giusta il nome Pfizer, si sia immaginato tutto dopo un trip andato male e da allora sia diventato un fervente no vax come testimonierebbero anche delle sue foto in alcune manifestazioni di questo tipo nella Capitale tedesca.
Dal canto suo Tondino non ha ancora espresso pareri sugli altri tipo di vaccino ma appare comunque dubbioso: “Ce n’è uno che va conservato a -70 gradi e quindi di certo non contiene squalene. Non vorrei che ci fosse dentro del dna di pesce, l’ultima volta che le big pharma hanno fatto una cosa del genere un mio amico skinhead ha sviluppato le branchie e s’è dovuto trasferire a Pescara sul lungomare per non morire soffocato”.

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